Storia della CocainaLa storia della cocaina affonda le sue radici nella notte dei tempi ed il suo uso è conosciuto da millenni.

L’uso delle foglie di coca, infatti, com’è stato rilevato da importanti ricerche etnologiche, risale al 2.500 a.C., ma ulteriori studi sostengono che possa essere anche più antico.

Nel XVI secolo, quando i conquistadores spagnoli, dopo la scoperta delle Americhe, si impadronirono del Perù e dell’immenso impero Inca, notarono che i capi delle tribù indigene godevano del privilegio di poter masticare le foglie di alcune piante, che in quelle regioni crescevano spontaneamente sotto forma di arbusti o di piccoli alberelli sempreverdi.

Erano le foglie di erytroxylon coca, la “pianta divina”, che venivano masticate per vincere la fame, la sete e la stanchezza.

In seguito l’uso si estese a tutta la popolazione, anche se mantenuto sotto stretto controllo, perché le piantagioni erano limitate e la produzione non poteva soddisfare la massa. La coca fu così disciplinata da una serie di disposizioni e restrizioni, dando così vita alla prima regolamentazione di una droga.

Era permesso consumarla soltanto in occasioni di cerimonie religiose, per finalità terapeutiche, per sedare il senso di fame e di sete durante le lunghe marce e altre attività particolarmente faticose.

L'uso di tale pianta veniva concesso anche ai vincitori di gare atletiche e a coloro che si erano distinti in particolari situazioni.

La coca non poteva assolutamente essere consumata per scopi ricreativi e il suo uso era vietato a tutti i giovani, mentre la raccolta era riservata ai cocapallac, ragazzi tra i dodici e sedici anni, ed alle donne.

La legge prevedeva pene severissime per i trasgressori: chi veniva sorpreso a masticare foglie di coca a scopo ricreativo era condannato a morte per strangolamento o impiccagione. Ciononostante risulta che una parte notevole del raccolto era consumata di nascosto dai contadini.

Le modalità di assunzione della coca variano a seconda delle popolazioni: tra gli indigeni della Bolivia e del Perù centro-meridionale, ad esempio, le foglie venivano masticate dopo aver aggiunto calce, mediante un apposito bastoncino chiamato llipta. In Venezuela, invece, per togliere l’asprezza veniva mescolata con le ceneri di alcune piante o di ossa.

L’Occidente conobbe la coca soltanto dopo la caduta dell’impero incaico, ad opera di Pedro Cieza de Leon, uno spagnolo che aveva partecipato alle campagne di conquista dell’Impero degli Incas che, nella Cronaca del Perù (1550 – 1553), ha descritto la pianta della coca e le modalità d’uso.

Nel volume "Perù: viaggi attraverso gli anni", del 1846, l’esploratore svizzero J.J. Von Tschudy fornisce una precisa descrizione delle modalità d’uso della coca e racconta che tre o quattro volte al giorno gli Indios interrompevano il lavoro per dedicarsi a masticare le foglie di coca.

I conquistadores spagnoli, di fronte ai diversi e spesso contrastanti aspetti dell’uso della coca, hanno avuto un atteggiamento alterno, ora incoraggiandone l’uso, ora proibendolo. Fino a quando, nel 1567, il Tribunale dell’Inquisizione, allarmato per i pericoli che l’abuso poteva provocare, la vietò considerandola “sostanza senza utilità, capace soltanto di favorire le superstizioni degli Indios e i contatti con il diavolo”.

Nonostante gli editti, le proibizioni governative ed ecclesiastiche e la condanna a pene severe da parte di tribunali civili e religiosi, l’uso e l’abuso della droga sono persistiti e addirittura aumentati tra le popolazioni andine anche dopo la liberazione dagli spagnoli, tanto che Lewin, nel 1924 scriveva che i lavoratori indigeni venivano retribuiti in parte con foglie di coca. La pianta sacra degli Incas, già dopo la loro caduta, infatti, aveva assunto un valore monetario.

Storia della Cocaina in Europa

L’uso della coca ha cominciato a diffondersi in Europa solo alla fine del XVIII secolo. Nel 1793 un medico proponeva che le foglie venissero regolarmente distribuite ai marinai, durante i lunghi viaggi intercontinentali. Tuttavia il suggerimento non ha trovato largo consenso; non sappiamo bene il perché, ma possiamo ipotizzare che gli Europei, più attivi e meno meditativi, sono poco disponibili ai lunghi tempi delle masticazioni. Invece hanno nella loro tradizione l’abitudine del bere: introdurre un liquido di rapida assunzione e di effetto ben più immediato.

Storia della CocainaUn americano di Atlanta (Georgia, USA), John Stith Pemberton, mise in commercio nel 1885 il “French Wine Coca”, una nuova bevanda. Essendo un farmacista, vendeva il suo ritrovato come un rimedio per il mal di testa. Inoltre ne vantava gli effetti stimolanti, in quanto l'ingrediente principale era la coca. Nel 1886 eliminò dal prodotto l’alcool, aggiungendo estratto di noce di kola (che contiene caffeina), oltre ad oli di agrumi per migliorarne il gusto, dando vita ad un nuovo prodotto: la Coca-Cola.

Storia della CocainaNel 1881 un altro farmacista acquistò tutti i diritti della Coca-Cola e l’anno dopo fondò la società omonima. La produzione continuò fino al 1903, quando, in seguito alle pressioni del governo , la composizione dovette essere modificata, escludendo la cocaina. La coca fa tuttora parte della bevanda, ma è decocainizzata prima del suo impiego da un’industria specializzata sotto controllo del governo federale americano. Gli effetti tonico-nervini da allora sono quindi prodotti dalla caffeina contenuta nella cola.

Storia della Cocaina nell'Era Moderna

La cocaina è l’alcaloide attivo delle foglie di coca, dalle quali è stato isolato nel 1860 dal chimico tedesco Albert Niemann. Subito dopo la scoperta hanno preso il via numerose ricerche per stabilirne l’attività farmacologica.

Nel frattempo in America, attorno al 1870, su consiglio di un dottore, la cocaina veniva introdotta nelle terapie per "curare" l’enorme numero di morfinomani, reduci di guerra, affetti dalla cosidetta “malattia del soldato”.

Storia della CocainaFreud, negli stessi anni, usò e sperimentò la cocaina come ricostituente e per disintossicare dall’eroina un suo allievo. Se all’inizio il risultato era sembrato favorevole, in seguito si rivelò catastrofico: l’allievo, intossicato cronico di cocaina si ridusse in uno stato delirante e morì poco dopo. Ciononostante Freud non perse l’entusiasmo. In tre pubblicazioni successive continuò ad esaltare la cocaina consigliandola, in piccole dosi, per il trattamento di varie malattie: disturbi gastrici, asma e inoltre come afrodisiaco, stimolante, anestetico locale e per la disintossicazione da alcool e morfina.

Attribuiva la situazione disastrosa sofferta dal suo allievo alle dosi eccessive, definendole spaventose: dieci volte maggiori di quanto lui stesso ne prendesse. Ribadiva che la cocaina non creava alcun problema, se assunta in modeste quantità.

Tuttavia, poiché già a partire dal 1886 molti medici e malati erano deceduti dopo averne fatto uso, il più autorevole specialista della dipendenza da droghe, accusò Freud di aver dato via libera al terzo flagello dell’umanità dopo l’alcool e la morfina. Un’accusa che fu formulata anche da importanti studiosi e società mediche europee.

La reputazione professionale del padre della psicanalisi venne scossa dalle critiche, per cui Freud fu costretto a pubblicare nel 1887 il suo quinto e ultimo volume sulla droga nel quale ritrattò molte delle sue precedenti posizioni: da quel momento si astenne dal pubblicizzare la droga.

Nei primi anni del XX secolo la cocaina continuava ad essere la droga di un'élite intellettuale, in quanto l’uso era circoscritto ad artisti di avanguardia, a letterati decadenti, ad aristocratici stanchi e depressi, nonchè a sportivi e pionieri dell’aviazione.

Storia della CocainaInvece, durante la prima guerra mondiale e nell’immediato dopo-guerra, l’uso della cocaina si diffuse notevolmente in tutti i Paesi del mondo Occidentale: veniva venduta apertamente nelle strade di Parigi e Berlino, di Vienna e Praga, di Londra e New York. Tutti i ceti ne facevano uso.

Charlie Chaplin, in una famosa scena del suo film “Tempi Moderni”, aspira una sostanza bianca e acquisisce immediatamente notevole energia per superare ogni ostacolo.

Poi, in seguito al riconoscimento dei gravi danni anche letali, il consumo ha cominciato a decrescere in tutti i Paesi, fino ad arrivare agli anni '30 quando venne quasi abbandonata.

La prima legge nordamericana contro i narcotici e gli stupefacenti, definiva la cocaina come una droga altamente nociva. A questa, sono seguite numerose norme emanate da tutti i Paesi che limitavano drasticamente la produzione ed il commercio, punendo severamente gli spacciatori.

Nel 1954 la Commissione degli Stupefacenti poteva rilevare con soddisfazione la riduzione dell’uso di cocaina in tutto il mondo. Purtroppo già l’anno successivo si è osservato un’inversione di tendenza e un aumento della produzione da parte di laboratori clandestini, soprattutto in Bolivia, Perù ed Ecuador.

Nel 1966 la Commissione Interministeriale sulle Tossicomanie del Regno Unito segnalava un aumento del consumo di cocaina, specialmente tra i giovani, a tal punto da collocarla subito dopo l’eroina.

Nel 1970 il consumo di cocaina è progressivamente cresciuto, nonostante il suo alto costo che le ha procurato l’appellativo di “droga dell’alta società”, dando così il via a quella che può essere definita la nuova grande epidemia occidentale.

Nel 1980 negli USA la cocaina a base libera – che può essere fumata – è stata preferita a quella da sniffare, pur avendo un costo molto elevato. Poco dopo, visto il "successo" di questa droga, è stato immessa sul mercato una sostanza con le stesse caratteristiche della base libera ma ottenuto direttamente dalla pasta di coca: il crack.

Da quel momento, il suo consumo aumentò vertiginosamente, soprattutto negli USA, e si diffuse rapidamente in tutta Europa.

Mettiti Subito in Contatto con gli Operatori del Centro Disintossicazione da Cocaina Narconon Gabbiano, Sapranno Offrirti la Miglior Soluzione Possibile al Tuo Problema